Abbandonati e sommersi · Sicilia

Cretto di Burri (Grande Cretto di Gibellina), Sicilia

Abbandonati e sommersiGibellina (TP)Aggiornato il 22 ottobre 2026⏱ Lettura: 4 min
Il Cretto di Burri, distesa di cemento bianco sulle rovine di Gibellina Vecchia
Il Grande Cretto sulle rovine di Gibellina Vecchia. Foto: Phyrexian, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Cos'è e dove si trova

Il Cretto di Burri, o Grande Cretto, è un'opera di land art dell'artista Alberto Burri che ricopre di cemento bianco le rovine di Gibellina Vecchia, in provincia di Trapani, in Sicilia, distrutta dal terremoto del Belice del 1968. È una delle opere d'arte contemporanea più estese al mondo e si visita liberamente.

Storia: dal terremoto all'arte

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento terremoto colpì la Valle del Belice, nella Sicilia occidentale: centinaia di morti, decine di migliaia di sfollati e paesi interi rasi al suolo. Gibellina fu uno dei centri più colpiti. La nuova città fu ricostruita a circa venti chilometri di distanza, a valle.

Negli anni Ottanta il sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao, chiamò artisti e architetti da tutta Italia per fare della nuova città un museo a cielo aperto. Tra loro Alberto Burri (1915–1995), il grande artista dei «cretti», le superfici screpolate come terra secca. Burri decise di intervenire non nella città nuova ma sulle macerie di quella vecchia: le rovine furono raccolte e compattate, e sopra di esse fu colato il cemento bianco, seguendo il tracciato delle antiche strade.

I lavori iniziarono nel 1984 e si fermarono nel 1989 per mancanza di fondi; l'opera è stata completata solo nel 2015, a cento anni dalla nascita dell'artista. Oggi il Cretto copre un'area di circa 80.000 metri quadrati: le «crepe» tra i blocchi sono le vie del paese scomparso, in cui si può camminare.

Una via tra i blocchi di cemento bianco del Cretto di Burri
Le «crepe» seguono le antiche strade del paese. Foto: Phyrexian, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Perché visitarlo

  • Un'esperienza emotiva. Camminare tra le fenditure, alte circa un metro e mezzo, è come attraversare la memoria del paese.
  • La luce. Il bianco del cemento cambia colore con il sole, dall'abbagliante al rosa del tramonto.
  • Gibellina Nuova. La città ricostruita, con opere di Consagra, Quaroni, Pomodoro e altri artisti.

Come arrivare

In auto

Da Palermo si percorre l'A29 verso Mazara del Vallo, uscita Gibellina, poi si seguono le indicazioni per Gibellina Vecchia e il Cretto (circa un'ora e mezza). Da Trapani si impiega circa un'ora. Il riferimento è Gibellina Vecchia: lungo la strada c'è uno spazio per parcheggiare davanti all'opera.

Con i mezzi pubblici

Non ci sono collegamenti pubblici comodi fino al Cretto: è indispensabile l'auto o un'escursione organizzata.

Coordinate indicative: 37.8108, 13.0028.

I blocchi del Cretto di Burri e le colline della Valle del Belice
Il Cretto e le colline della Valle del Belice. Foto: Phyrexian, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Orari e prezzi

L'accesso al Cretto è libero e gratuito. Non ci sono servizi sul posto. Musei e opere di Gibellina Nuova hanno orari propri, da verificare prima della visita.

Quando andare

  • Primavera e autunno: temperature piacevoli per camminare tra le crepe.
  • Al tramonto: il momento più suggestivo.
  • Estate: il cemento bianco riflette il sole e fa molto caldo: evita le ore centrali.
  • Estate (eventi): in alcuni anni il Cretto fa da scenario alle Orestiadi, il festival teatrale di Gibellina.

Consigli pratici

  • Porta acqua, cappello e occhiali da sole.
  • Indossa scarpe comode: il cemento è irregolare.
  • Rispetta il luogo: è anche un memoriale delle vittime.
  • Per una foto d'insieme, sali sulla collina di fronte all'opera.

3 curiosità

  1. Le «crepe» del Cretto seguono il tracciato delle antiche strade di Gibellina: camminandoci si percorrono le vie del paese distrutto.
  2. L'opera è stata completata nel 2015, trent'anni dopo l'inizio dei lavori e a cent'anni dalla nascita di Burri.
  3. Sotto il cemento sono state compattate le macerie delle case crollate nel 1968.

Mini-guida: il percorso consigliato

  1. Belvedere sulla strada (10 min). Guarda il Cretto dall'alto per capirne l'estensione.
  2. Ingresso tra le crepe (40 min). Cammina lungo le «vie» bianche in silenzio.
  3. Ruderi di Gibellina Vecchia (15 min). Osserva ciò che resta del paese ai margini dell'opera.
  4. Gibellina Nuova (60 min). Spostati nella città ricostruita per vedere le opere d'arte all'aperto.

Mappa e posizione

Coordinate: 37.8108, 13.0028 (indicative). Indirizzo di riferimento: Gibellina Vecchia, 91024 Gibellina (TP). La posizione esatta va confermata: usa la mappa solo come orientamento e affidati a una guida locale.

Apri in Google Maps

Nei dintorni

Nella Valle del Belice meritano una sosta Salemi, il sito archeologico di Segesta e Poggioreale Vecchia, un altro paese abbandonato dopo il terremoto. Il Cretto fa parte del nostro itinerario Sicilia occidentale con Villa Palagonia e la Scala dei Turchi.

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Domande frequenti

Cos'è il Cretto di Burri?

Un'opera di land art di Alberto Burri che ricopre di cemento bianco le rovine di Gibellina Vecchia, distrutta dal terremoto del Belice del 1968.

Quanto è grande il Cretto?

Copre un'area di circa 80.000 metri quadrati.

Si paga per visitare il Cretto di Burri?

No, l'accesso è libero e gratuito.

Quando è stato completato?

I lavori sono iniziati nel 1984 e l'opera è stata completata nel 2015.

Come arrivare al Cretto di Burri?

In auto, con l'autostrada A29 uscita Gibellina; non ci sono mezzi pubblici comodi.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2026. Orari, prezzi e condizioni di accesso possono cambiare: verifica sempre sui canali ufficiali prima di partire. Hai notato un errore? Scrivici.

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