
Cosa vedere ad Agrigento in un giorno
Agrigento in 24 ore: la Valle dei Templi, il Museo Archeologico e la Scala dei Turchi
Il Tempio della Concordia, uno dei templi greci meglio conservati al mondo, il Tempio di Giunone sul crinale, il gigantesco Telamone del Tempio di Zeus, il Giardino della Kolymbethra, il Museo Archeologico Pietro Griffo, la via Atenea nel centro storico e la scogliera bianca della Scala dei Turchi al tramonto: un giorno intero ad Agrigento, l'antica Akragas, patrimonio UNESCO.
In breve
Cosa vedere ad Agrigento in un giorno? La mattina presto la Valle dei Templi, partendo dal Tempio di Giunone sul crinale orientale e proseguendo lungo la Via Sacra fino al Tempio della Concordia, intatto dal V secolo a.C., e al Tempio di Ercole; poi il Tempio di Zeus Olimpico con il Telamone, il Tempio dei Dioscuri e il Giardino della Kolymbethra, un antico bacino trasformato in agrumeto. Dopo pranzo il Museo Archeologico Pietro Griffo, con l'Efebo di Agrigento e i vasi greci, e la salita al centro storico, con via Atenea, il Monastero di Santo Spirito e la Cattedrale di San Gerlando; nel tardo pomeriggio la Scala dei Turchi, la scogliera di marna bianca sul mare a pochi chilometri, per il tramonto. Il programma è di circa 9 km a piedi, più gli spostamenti in auto o in autobus.
- RegioneSicilia
- A piedicirca 9 km, con poca ombra
- Da vedereTempio della Concordia
- Momento migliorefebbraio-maggio, settembre-novembre
- Patrimonio UNESCOValle dei Templi, dal 1997
Itinerario di un giorno ad Agrigento: il programma ora per ora
- 08:301
Tempio di Giunone
Il tempio dorico sul crinale orientale, con la vista sulla valle e sul mare.
- 09:152
Via Sacra e necropoli paleocristiana
La strada antica lungo le mura, con le tombe scavate nella roccia.
- 09:453
Tempio della Concordia
Il tempio dorico intatto del V secolo a.C., trasformato in chiesa nel Medioevo.
- 10:304
Tempio di Ercole
Le colonne rialzate del tempio più antico della valle.
- 11:005
Tempio di Zeus Olimpico
Le rovine del tempio colossale con la copia del Telamone.
- 11:456
Tempio dei Dioscuri
Le quattro colonne angolari, simbolo di Agrigento.
- 12:007
Giardino della Kolymbethra
Il giardino di agrumi e mandorli nell'antico bacino greco.
- 13:158
Pranzo
Arancine, cuscus di pesce e una cassata.
- 14:309
Museo Archeologico Pietro Griffo
L'Efebo, il Telamone originale e i vasi greci.
- 16:0010
Via Atenea
La via principale del centro storico, tra palazzi e chiese.
- 16:3011
Monastero di Santo Spirito
Il monastero delle monache cistercensi, famoso per i dolci di mandorla.
- 17:4512
Scala dei Turchi
La scogliera di marna bianca a gradoni sul mare, al tramonto.
- 20:3013
Cena ad Agrigento
Pesce e dolci di pistacchio nel centro storico.
Le cose da vedere assolutamente ad Agrigento
Agrigento fu fondata nel 582 a.C. da coloni greci di Gela e di Rodi con il nome di Akragas, e divenne una delle città più ricche e popolose del Mediterraneo: il poeta Pindaro la chiamò la più bella città dei mortali. Sul crinale sotto la città moderna i Greci costruirono una serie di templi dorici, oggi raccolti nel Parco archeologico della Valle dei Templi, patrimonio UNESCO dal 1997 e uno dei siti archeologici più grandi del mondo. Agrigento è anche la città natale dello scrittore Luigi Pirandello. In un giorno si visitano la Valle dei Templi, il museo e il centro storico, con il tramonto alla Scala dei Turchi.
1. Il Tempio di Giunone e la Via Sacra
La visita della Valle dei Templi inizia di solito dall'ingresso orientale, vicino al Tempio di Giunone, o Tempio di Hera Lacinia, costruito intorno al 450 a.C. sul punto più alto del crinale: ha ancora gran parte delle colonne in piedi e da qui si vede tutta la valle con il mare. Da qui la Via Sacra, la strada antica che corre lungo le mura meridionali della città greca, porta verso ovest, tra ulivi e mandorli; nelle pareti delle mura si vedono le tombe a arcosolio scavate in epoca paleocristiana. La Valle dei Templi è raccontata nella scheda Valle dei Templi.

2. Il Tempio della Concordia
Il Tempio della Concordia, costruito intorno al 440 a.C., è uno dei templi dorici meglio conservati al mondo, insieme a quello di Efesto ad Atene: ha ancora tutte le trentaquattro colonne, la trabeazione e i frontoni. Si è salvato perché nel VI secolo fu trasformato in chiesa cristiana, con le aperture tra le colonne chiuse da muri e le arcate aperte nella cella; nel Settecento fu riportato al suo aspetto originale. Il nome viene da un'iscrizione latina trovata nelle vicinanze. Davanti al tempio c'è una grande statua in bronzo di Icaro caduto, dello scultore Igor Mitoraj. Al tramonto la pietra arenaria si colora d'oro.
3. Il Tempio di Ercole
Proseguendo verso ovest si incontra il Tempio di Ercole, il più antico della valle, della fine del VI secolo a.C. Il tempio crollò per i terremoti, e nel 1924 otto colonne del lato meridionale furono rialzate grazie al finanziamento di un appassionato inglese, il capitano Alexander Hardcastle, che dedicò la sua vita e il suo patrimonio agli scavi di Agrigento. Accanto si vedono i solchi lasciati dalle ruote dei carri nella roccia.
4. Il Tempio di Zeus Olimpico e il Tempio dei Dioscuri
Oltre la strada si trova l'area del Tempio di Zeus Olimpico, l'Olympieion, che doveva essere il più grande tempio dorico del mondo greco, lungo oltre centodieci metri: fu iniziato dopo la vittoria sui Cartaginesi a Imera nel 480 a.C. e probabilmente mai completato. Oggi è un campo di rovine gigantesche, ma si capiscono le dimensioni: tra le semicolonne della facciata c'erano i Telamoni, statue di giganti alte quasi otto metri che sostenevano la trabeazione; una copia è distesa a terra tra i blocchi, l'originale è al museo. Poco più avanti, il Tempio dei Dioscuri conserva quattro colonne angolari ricomposte nell'Ottocento, che sono diventate il simbolo di Agrigento.

5. Il Giardino della Kolymbethra
In una piccola valle sotto il Tempio dei Dioscuri si trova il Giardino della Kolymbethra, un antico bacino artificiale creato dai Greci nel V secolo a.C. come riserva d'acqua per la città, poi trasformato nei secoli in un giardino irrigato con i canali arabi, con aranci, limoni, mandarini, mandorli, ulivi e fichi d'India. Abbandonato per decenni, è stato recuperato dal FAI ed è un'oasi verde e fresca in mezzo alla valle, perfetta per una pausa. Vicino si visitano gli ipogei, le gallerie scavate dai Greci per portare l'acqua.

6. Il Museo Archeologico, il centro storico e la Scala dei Turchi
Il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo, tra la valle e la città, è uno dei più importanti della Sicilia: custodisce il Telamone originale, ricomposto in una grande sala, l'Efebo di Agrigento, una statua di marmo di un giovane del V secolo a.C., e una ricca collezione di vasi greci attici. Il centro storico di Agrigento, sulla collina, si percorre lungo via Atenea, la via principale, con chiese, palazzi e vicoli in salita; il Monastero di Santo Spirito, del Duecento, è famoso per i dolci di mandorla preparati dalle monache, e in cima si trova la Cattedrale di San Gerlando. A circa quindici chilometri, a Realmonte, si trova la Scala dei Turchi, una scogliera di marna bianca a gradoni levigati che scende nel mare blu: al tramonto la roccia si colora di rosa. Per proteggerla, l'accesso alla scogliera può essere limitato, ma si ammira benissimo dalla spiaggia e dai belvedere.

Luoghi segreti di Agrigento e dintorni
Vicino ad Agrigento si trova la casa natale di Luigi Pirandello, nella contrada Caos, con il museo e il pino sotto cui sono sepolte le ceneri dello scrittore, davanti al mare. Lungo la costa ci sono le spiagge di Eraclea Minoa e della Riserva di Torre Salsa, tra le più belle e selvagge della Sicilia. Più lontano si trovano il Cretto di Burri a Gibellina, la grande opera di land art sulle rovine del paese distrutto dal terremoto, il castello di Sperlinga e Villa Palagonia a Bagheria.

Scala dei Turchi
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Cretto di Burri
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Castello di Sperlinga
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Villa Palagonia
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Cosa mangiare ad Agrigento
La cucina agrigentina è quella della Sicilia del sud, tra mare e campagna. Ci sono le arancine, la pasta con le sarde, il cuscus di pesce, le sarde a beccafico e il pesce di Porto Empedocle e di Sciacca. I dolci sono un'eccellenza: la cassata, i cannoli, la frutta di Martorana e i dolci di mandorla e di pistacchio, come quelli del Monastero di Santo Spirito e il pistacchio di Raffadali, vicino ad Agrigento. A febbraio la Valle dei Templi si copre di mandorli in fiore. Da bere, i vini siciliani come il Nero d'Avola, il Grillo, l'Inzolia e i passiti.
Come arrivare e come muoversi ad Agrigento
Agrigento si raggiunge da Palermo in treno regionale in circa due ore o in autobus; da Catania in autobus in circa due ore e mezza. L'aeroporto più vicino è quello di Palermo, oppure quello di Catania; in auto si arriva con la statale da Palermo o da Caltanissetta.
La Valle dei Templi si visita a piedi, lungo un percorso di circa tre chilometri tra l'ingresso orientale, vicino al Tempio di Giunone, e quello occidentale, vicino al Tempio di Zeus; ci sono navette tra i due ingressi. Dalla città ci sono autobus urbani per la Valle e per il museo. Per la Scala dei Turchi e la casa di Pirandello serve l'auto o l'autobus extraurbano.
Dove parcheggiare e dove dormire
Ci sono parcheggi a pagamento ai due ingressi della Valle dei Templi e vicino al museo; nel centro storico ci sono una Zona a traffico limitato e parcheggi lungo i viali.
Si può dormire nel centro storico di Agrigento, in alberghi e bed and breakfast con terrazze sulla valle, oppure in uno degli alberghi e agriturismi vicino alla Valle dei Templi, alcuni con vista sui templi illuminati. Sulla costa, verso San Leone e Realmonte, ci sono strutture sul mare.
Quando andare ad Agrigento
I mesi migliori sono da febbraio a maggio e da settembre a novembre. A febbraio i mandorli in fiore coprono la valle, e la città festeggia la Sagra del Mandorlo in Fiore con gruppi folkloristici da tutto il mondo. In estate fa molto caldo e la valle ha pochissima ombra: conviene visitarla all'apertura o nel tardo pomeriggio, e in alcuni periodi ci sono aperture serali con i templi illuminati. In inverno il clima è mite.
Informazioni pratiche: biglietti e prenotazioni
- Valle dei Templi: biglietto d'ingresso, anche cumulativo con il Museo Archeologico; in alta stagione conviene acquistarlo online.
- Giardino della Kolymbethra: gestito dal FAI, con biglietto a parte.
- Museo Archeologico Pietro Griffo: biglietto d'ingresso o cumulativo.
- Scala dei Turchi: l'accesso alla scogliera può essere regolamentato per la tutela del sito; la spiaggia sotto è libera.
- Caldo: porta acqua, cappello e crema solare; nella valle c'è pochissima ombra.
Orari e prezzi cambiano: controllali sui siti ufficiali prima della visita.
La Valle dei Templi nel nostro archivio
La Valle dei Templi è raccontata nel nostro archivio con una scheda completa, con la storia, il percorso consigliato e le informazioni pratiche. Si apre in una nuova scheda.
Oltre Agrigento: la Sicilia
Cosa vedere in Sicilia?
Agrigento è sulla costa meridionale della Sicilia: a pochi chilometri ci sono la Scala dei Turchi, la casa natale di Luigi Pirandello al Caos, Sciacca con le terme e le ceramiche, Eraclea Minoa e, verso est, Licata e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. A ovest si raggiungono Selinunte, il Cretto di Burri, Marsala e Trapani; a nord Palermo, a due ore. Qui sotto trovi tutte le schede siciliane del nostro archivio e gli itinerari a piedi nelle altre città della regione.
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Domande frequenti su Agrigento in un giorno
Cosa vedere ad Agrigento in un giorno?
In un giorno ad Agrigento si possono vedere la Valle dei Templi con il Tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Ercole, il Tempio di Zeus Olimpico e il Tempio dei Dioscuri, il Giardino della Kolymbethra, il Museo Archeologico Pietro Griffo, il centro storico con via Atenea e la Scala dei Turchi.
Quanto tempo serve per visitare la Valle dei Templi?
Almeno tre o quattro ore per il percorso principale, più un'ora e mezza per il Museo Archeologico.
Qual è il tempio meglio conservato della Valle dei Templi?
Il Tempio della Concordia, del V secolo a.C., che ha ancora tutte le colonne e i frontoni perché fu trasformato in chiesa nel Medioevo.
Quando fioriscono i mandorli nella Valle dei Templi?
Di solito a febbraio, quando si tiene anche la Sagra del Mandorlo in Fiore.
Quanto dista la Scala dei Turchi da Agrigento?
Circa quindici chilometri, a Realmonte, raggiungibile in auto o in autobus.
Come arrivare ad Agrigento da Palermo?
In treno regionale in circa due ore, oppure in autobus o in auto.
Informazioni aggiornate al 27 ottobre 2026. Orari, biglietti, chiusure e regole di accesso possono cambiare: verifica sempre sui canali ufficiali prima di partire.
Questo articolo è stato generato (o redatto) con l'ausilio dell'intelligenza artificiale e successivamente revisionato da un nostro editor.
